Ricaccio in gola conati ed insulti che mi vengono suscitati dal vedere Roma stuprata come è stata ieri, ascolto alcune dichiarazioni e mi viene in mente la scena seguente.
Anni fa, nel tragico G8 di Genova, ci furono la morte di Carlo Giuliani e lo scandalo della scuola Diaz.
Le forze dell'ordine furono messe sotto accusa per la gestione dei criminali definiti black block: avevano usato la mano pesantissima ed avevano superato di molto il limite del potere loro concesso.
Parirono le teorie complottiste che ancora adesso perdurano.
Ieri, nell'ignobile sacco di Roma, non ci sono stati fortunatamente morti, ma c'è stata una città "amabilmente" sventrata e molti abitanti terrorizzati (un uomo di una certa età, intervistato, non è riuscito neanche a finire il concetto, per un groppo in gola che gli ha strozzato le parole).
Di nuovo ho sentito alcuni esponenti di sinistra (pochi, ad ononr del vero) criticare l'operato delle forze dell'ordine, ma questa volta sostenendo che non sono intervenuti in maniera adeguata per isolare qualche centinaia di violenti dalla stragrande maggioranza dei manifestanti pacifici.
Nessuna teoria complottista, solo una velata accusa di non aver saputo tutelare a sufficienza la manifestazione di ieri come un movimento civile.
Fatto salvo che ieri come oggi mi sembra lampante la volontà ed intoccabile il diritto di manifestare civilmente della stragrande maggioranza, ascoltando le diverse prese di posizioni nei confronti della gestione dell'ordine negli anni, trovo ironicamente attuale la frase:
"Si te riconosco, me meni; si 'n te riconosco, me meni uguale: dimme che me vòi mena'..."