mercoledì 26 novembre 2008

Si riparte.

Il 27 gennaio uscirà il nuovo disco di Bruce. Mi conosco: comunque sarà il disco, per quanto orribile, comunque saranno le condizioni della band, per quanto impresentabili, so già che sarò emozionato ed eccitato nel vederlo, se verrà in tour.

Come ha risposto perfettamente Paolo Nano alla madre che gli contestava il fatto che comprasse i biglietti dei concerti prima ancora di aver sentito il disco "Ah ma', io Bruce lo vado a vede' pure se legge l'elenco der telefono!"

Ecco, quest'è.

D'altronde ho iniziato a "gustarmelo" relativamente tardi, perciò voglio prendermi qualsiasi emozione riesca a darmi. E so che faranno come me molti altri fans «pazzi, molto pazzi».

And I'll meet you further on up the road.

martedì 11 novembre 2008

Che dire...uno dei più grandi, per me.

«Dove vai sono guai» - 1963

domenica 9 novembre 2008

Destino, fatalià o volontà divina.

In settimana si è abbattuto su Roma uno dei temporali più spaventosi degli ultimi tempi. E m'è tornato alla mente un episodio avvenuto qualche anno fa. Ero in ufficio e stava piovendo da giorni. Ad un certo punto, guardando fuori dalla finestra, s'è visto un pino altissimo abbattersi, sradicato nelle radici affondate nel terreno ormai fradicio. Corso al vetro per vedere dove fosse caduto il tronco, mi si è parata davanti un'immagine che mi ha segnato. L'albero era steso sul viottolo esattamente a mezzo metro da una collega che stava uscendo. Raffaella, è questo il suo nome, non aveva visto l'albero precipitare, a causa dell'ombrello aperto, perciò ho immaginato quale deve essere stato il suo terrore nel sentire lo schianto; infatti, è rimasta qualche istante paralizzata dalla paura, poi, sempre senza scomporsi minimamente, ha letteralmente girato i tacchi ed è tornata nell'edificio. Quel giorno mi si è chiarito davvero cosa significa quando le persone commentano uno scampato pericolo dicendo "si vede che non è giunta l'ora".

Poi, un paio di giorni dopo il temporale che mi ha riportato alla mente quell'episodio, c'è stata una tromba d'aria a Roma ed è successa la tragedia del povero Nicolò: il tredicenne morto schiacciato da un albero caduto nello stesso identico modo.

E il significato del "giungere della propria ora" mi si è chiarito definitivamente. E mi ha intimorito, com'è giusto ed umano che sia.

domenica 19 ottobre 2008

Faccende domestiche

Ho definitivamente capito che l'ADSL è una droga! Ma visto che ormai ce l'ho....

Mentre la mia signora sta preparando una macedonia (SIC), io ho trovato la ricetta dei croissai...crossain....crossan.....dei CORNETTI! Me l'ha chiesto lei, per la verità, non so se questo era un messaggio subliminale.

Tornando serio, mi pongo di nuovo al centro dell'attenzione, descrivendo cosa accade dietro la nostra, di finestra. I fine settimana sono un'occasione splendida - l'unica, per la verità - per poter fare la vera vita matrimoniale. Ed è una bella sensazione, anche se stiamo aspettando ormai impazientemente gli sviluppi del suo trasferimento. Dopo tanto tribolare stiamo vedendo crescere questa casa ed ormai la sentiamo davvero casa nostra. Il mio passaggio definitivo è avvenuto quando ho iniziato a cucinare. La cucina è davvero bella, tra l'atrlo, e per questo voglio fare pubblicità a chi me l'ha venduta. Si tratta di Costante Cecchi, un simpaticissimo toscano che fa cucine con passione, competenza e tanta, tantissima precisione. Il tutto con una notevole attenzione per il cliente. Se avete bisogno di una cucina, andate pure da lui a nome mio. Terminato lo spot, interrogo mia moglie per sapere se ha voglia d'aggiungere qualcosa....niente, sembra totalmente immersa nella sua preparazione della macedonia. Sarà squisita.

venerdì 17 ottobre 2008

Comincio a mostrare con cosa sono cresciuto

«Bravo!» - 1981

giovedì 16 ottobre 2008

ADSL!!!

Anche noi (anche se Giannina ancora non lo sa!), finalmente disponiamo di una connessione veloce! Era ora, direbbero i più, ma io avevo sempre combattuto per evitare questa tentazione.

Ma ormai si è resa quasi una necessità: col fatto che mia moglie è di Cesena, i contatti con la sua famiglia non potranno essere più tanto frequenti. Ed allora, magari, qualche videoconferenza ogni tanto aiuterà tutti a sentire meno il distacco.

Perfetto. Data la motivazione ufficiale e più seria (sono sincero), ora passiamo anche a quella più ludica: adesso posso collegare la Wii e posso, ad esempio, ricominciare a scrivere qui. Non solo: ora, forse, questo posto diventa quello che speravo potesse essere quando l'ho concepito. Uno spazio dove poter pubblicare non solo i miei deliri, ma anche i pensieri della Signora d'Alessandro! Una specie di seconda nascita per questa creatura, insomma. E quindi ho - anzi, abbiamo - bisogno di un nuovo "buon viaggio!".

lunedì 4 febbraio 2008


La prima finestra dietro la quale ho deciso di sbirciare è proprio la mia!

Ed è una finestra di montagna. Con il vetro gelido per la temperatura rigida ed appannato dalla condensa.
Fuori nevica fiocchi lenti e grandi che rapidamente imbiancano i colori del paese.
Sta facendo buio ed i lampioni con la loro luce gialla aiutano a rendere l'atmosfera tipicamente natalizia: un'atmosfera rilassante e confortante. Ovatta festosa.

Un'atmosfera lunga 20 anni.

20 anni di sensazioni che ora, seduto a guardare fuori, rischio di cominciare ad elencare. Ed è proprio per evitare la conta da ragioniere che esco per tuffarmi nell'aria fredda, che ormai sento familiare, e dare il via al flusso di ricordi che mi investano piacevolmente.

Sono lampi brevi che si accendono e si spengono e mi sbalzano avanti e indietro.

Volti amici che il tempo ha cambiato così lentamente da non farmene accorgere; volti amici che le circostanze hanno allontanato senza che neanche me ne rendessi conto; posti normali resi speciali dal momento e dalla compagnia che mi hanno visto frequentarli; posti fantastici resi quasi comuni dalla confidenza che mi hanno dato l'onore di concedermi; momenti divertenti e piacevoli ed anche momenti banali, noiosi, tristi, stupidi, squallidi...insomma, esattamente tutto ciò che accompagna normalmente la vita di ognuno.

Quel luogo così lontano da casa, eppure di nuovo casa mia, è stato il mio vanto scherzoso. Ma è stato, più di tutto, un rifugio invernale con la mia famiglia. Probabilmente in nessun altro posto ho vissuto intensamente con loro come lì.

Ora lo so: le cose cambiano sempre. Eppure, passeggiando senza sentire i miei passi ed inalando forti boccate d'aria ghiacciata, non posso fare a meno di provare nostalgia. Non riesco ancora ad abituarmi all'idea che il corso delle cose non sia necessariamente un male. Fosse per me, trovato uno stato d'equilibrio lo terrei all'infinito.

Come in una fotografia.