Proseguo a pubblicare il "dibattito" che si è venuto a creare tra me:
Non sono del tutto convinto che se mancasse il "pretesto" stadio, queste persone non troverebbero sfogo alla loro deficienza mentale. Credo, invece, che lo stadio sia il pretesto di questo momento; qualche anno fa erano i naziskin; ancora più indietro potevano essere delle bande come quelle della Magliana; prima potevano essere le Brigate Rosse; prima potevano essere le lotte studentesche...insomma, temo che gli attuali "gruppi organizzati" dello stadio non siano altro che l'attuale valvola di sfogo della violenza di alcune persone. Se non ci fosse questo, se ne creerebbero altri. E quindi, tornando all'esempio dell'avvocato, la mia personale risposta è sì: se non avesse il pretesto della partita, troverebbe un altro modo per sfoggiare la sua arte di scherma col machete!
Poi, se fai un discorso legato allo schifo che è diventato andare allo stadio a vedere la partita, ti do ragione, ovvio! Ma se veramente qualcuno vuole cercare di migliorare un po' la società nella quale viviamo, non è certo limitandosi a voler chiudere gli stadi ai violenti che si ottiene il risultato.
Quando vedo così tante e così estreme manifestazioni di violenza (quando non violente in sé stesse) non riesco a limitiarle ad un contesto. Penso sempre sia più utile cercare di capire il perché una situazione si presenta, piuttosto che capire quando e come, per provare a prevenirla. O almeno credo questo sia il dovere di chi ha il potere per intervenire.
Resta inteso e fermo che con questo non intendo giustificare, né far passare quasi come vittime gli individui: tutti al gabbio e seriamente, dovrebbero finire. Ma se non si cerca di estirpare il problema alla radice, per 100 che ne metti dentro, altri 100 se ne formano....è lo stesso identico modo d'agire del cancro: sfrutta la mitosi per creare altre cellule cancerogene. Alla fine, il principio col quale un organismo vive viene sfruttato dalla malattia per divorare lo stesso organismo.
...e splendidi personaggi:
Non sono completamente d'accordo...lo stadio è infatti ben diverso da altre manifestazione come nazi, lotte studentesche, o brigate rosse. Innanzi tutto per la consapevolezza (che credo abbiano bassa solo i nazi o parti di loro...) dei propri gesti, poi per la portata dei gesti ed infine per la dimensione del fenomeno. E non credo che l'uomo sia in generale un essere violento, ma che viene condotto alla violenza da pochi o da situazione (l'essere protagonista e la difesa della bandiera calcistica ad esempio). Mi chiedo: se in Inghilterra e Germania, dove la situazione era ben peggiore, il problema è ora molto scarso, o se in Spagna non esiste proprio, ci sarà un motivo. Li la serietà degli interventi, la mano pesante (quella vera, intesa come arresti di massa e carcere immediato per i reati da stadio), hanno riportato la situazione ad un normale spettacolo. Qui sembra che arrestare qualcuno allo stadio sia una sorta di mistificazione del tempio.
Penso che agendo così il problema lo estirpi, perchè nessuno ha voglia di farsi 2 anni di carcere per una scazzottata o per aver portato un bengala allo stadio. Metti in carcere (davvero) i primi 100 e gli altri capiscono (come in inghilterra).
Detto ciò è ovvio che esiste un problema sociale, ma dove non c'è? C'è in Italia come in Inghilterra, Germania o in qualsiasi parte del mondo, semplicemente li hanno reso civile un posto che da noi non lo è. E non sono aumentati ne i delitti ne i reati in generale. A mio avviso l'equazione se porto la persona fuori dallo stadio commetterà altri reati non funziona. Ed i numeri (report delle polizie tedesche ed inglesi a 10 anni dall'applicazione della legge) per ora confermano questa mia idea. La gente commette i reati da stadio (quelli che in sostanza li fa sentire immuni da conseguenze) solo laddove ciò realmente avviene (stadio, bullismo a scuola, ecc.). Laddove vengono puntiti non si commettono e non se ne commettono altri, perchè il deterrente, ossia la punizione, prevale sulla volontà "evasiva". Perchè in sostanza il soggetto non è in se per se violento, ma si sfoga dove resta impunito. Come avviene per le famose razzie degli autogrill dai tifosi in ritorno dalla trasferta. Se fossero da soli non ruberebbero niente o molto molto meno di quanto in realtà fanno quando sono in gruppo con gli altri dello stadio. Perchè sanno che nessuno li punisce. È una sorta di immunità.